Integratori per il controllo del peso: non sono tutti uguali

Secondo i dati diffusi da Federsalus, i perdi peso figurano tra le prime quattro categorie di integratori più venduti. “Sono prodotti che non conoscono crisi perché hanno a che vedere con il desiderio di tutti, di ottenere una silhouette perfetta” sintetizza Mariuccia Bucci, docente di dermatologia cosmetologica presso la Facoltà di Farmacia dell’Università Statale di Milano e responsabile del dipartimento di NutriDermatologia.

Non tutti i prodotti per il controllo del peso però sono uguali, come non sono uguali i tipi di concentrazione adiposa e i motivi per cui si tende a ingrassare. Serve quindi conoscere bene le funzioni dei diversi principi attivi contenuti nei vari integratori. “Se il problema è una forte ritenzione idrica, non servirà un prodotto che contenga attivi per il contenimento dell’appetito; mentre la fame nervosa non si contrasta con un attivatore del metabolismo” spiega l’esperta.

ATTIVI DIFFERENTI PER PROBLEMI DIFFERENTI

Tra gli attivi, quelli da assumere con maggiore parsimonia sono di certo gli attivatori del metabolismo, quali il fucus o il kelp, ovvero alghe che, contenendo una quantità elevata di iodio, se assunte per un periodo prolungato, di solito per più di otto settimane, possono influenzare il lavoro della tiroide. “Sono prodotti che destano interesse nelle persone per la loro capacità di incoraggiare il consumo di calorie, a prescindere dal fatto che si faccia attività fisica o meno – afferma Mariuccia Bucci -. Contenendo molto iodio, vanno infatti a stimolare la tiroide in modo diretto, costringendola a bruciare i grassi di riserva. Questo fa aumentare i consumi di calorie, ma a lungo andare c’è il rischio che la tiroide vada in ipofunzione, non reputando necessario produrre gli ormoni tiroidei: il risultato è l’ipotiroidismo. Da qui si evince quanto sia importante che gli integratoti per il controllo del peso siano consigliati da persone esperte o, comunque, siano assunti seguendo con attenzione le istruzioni d’uso, che specificano quanto prodotto assumere e per quanto tempo”. Ci sono anche acceleratori del metabolismo che non agiscono sulla tiroide perché non contengono iodio e sono il Como picolinato che, inserito in moltissimi integratori, limita i depositi di grasso perché abbassa la richiesta di zuccheri; il Tè verde che, oltre a essere ricco di antiossidanti, attiva il metabolismo perché contiene caffeina; infine, l’Arancio amaro (Citrus aurantium), l’estratto maturo del  citrus, che è ricco in sinefrina e stimola la termogenesi. In questo gruppo potrebbe essere inserito anche il calcio a cui studi di qualche anno fa e, in particolar modo, una ricerca dell’Università del Tennessee (Usa) attribuiscono la facoltà di favorire la termogenesi e la liposi e quindi l’uso di grassi a scopo energetico, inibendo la lipogenesi e quindi l’accumulo dei grassi di deposito. Anche il caffè verde, di cui ultimamente si sente molto parlare, sarebbe in grado di svolgere un’azione lipolitica, grazie all’acido clorogenico in esso contenuto.

SENSO DI SAZIETA’ E FAME NERVOSA 

Se l’intento è quello di aumentare il senso di sazietà, allora ci sono gli integratori a base di fibre che svolgono proprio questo ruolo: danno un risultato saziante per effetto meccanico e favoriscono la regolarità intestinale. Tra questi, si annoverano il Glucomannano e il notissimo Chitosano, da assumere, anche in questo caso, nella modalità giusta affinché possano risultare utili. “Vanno presi con tanta acqua, per far sì che le fibre si gonfino e diano il senso di sazietà – afferma l’esperta -. Hanno infatti una forte capacità di assorbimento, che gli permette di aumentare di gran lunga il proprio volume e di dare origine a una soffice massa gelatinosa. Tale caratteristica, oltre ad aumentare il senso di fame, riduce anche l’assorbimento di grassi e zuccheri: la massa gelatinosa, infatti, si trasferisce nell’intestino dove dovrebbe avvenire l’assorbimento dei nutrienti, quindi dei grassi e degli zuccheri, impedendo o diminuendo la possibilità di contatto di questi con la parete intestinale. Chiaro che tale prodotto non va usato di continuo perché un suo uso cronico, non solo limita la biodisponibilità degli zuccheri e dei grassi, ma anche di altre sostanze, quali vitamine e minerali. L’uso è dunque consigliato in occasioni particolari e non a piacimento. Un altro attivo simile è la proteina del fagiolo, che impedisce l’assorbimento degli amidi, perciò viene assunta prima dei pasti a base di carboidrati complessi”.

Nel caso in cui il problema sia la fame nervosa, che spinge ad aprire ogni due per tre il frigorifero per placare il proprio stato emotivo, allora gli integratori più indicati sono quelli che inibiscono l’appetito, come la Rhodiola rosea, una radice che stimola la produzione di serotonina, in grado di regolare il funzionamento del centro della fame e di controllare la sazietà, aumentando il buon umore: così passa la fame nervosa tipica di quando si è stressati.

Sui banconi delle farmacie è arrivata da alcuni anni anche la Lagerstroemia speciosa, una pianta prima estranea alla tradizione erboristica occidentale, ricca fonte di acido corosolico, consigliata per la riduzione del peso corporeo nelle persone diabetiche, anche perché ipoglicemizzante.

I DRENANTI

Escina, betulla, estratto d’ananas (bromelina). I drenanti sono molto utilizzati e, nel tempo, ne sono stati messi in commercio di diversi tipi. Il più famoso di tutti è l’estratto d’ananas che, soprattutto, svolge un’azione anticoagulante, antiedema e antinfiammatoria. In questo caso è importante controllare la titolazione, perché a basse titolazioni ha solamente caratteristiche antinfiammatorie e non drenanti. Del ‘gruppo’ fanno parte anche quegli attivi caratterizzati più semplicemente da una funzione diuretica, come per esempio l’estratto del Fico d’india, che riduce la ritenzione idrica.

Per la cellulite e i problemi di microcircolo, vengono adottati integratori a base di bioflavonoidi, combinati con Centella e Ginkgo Biloba – continua Mariuccia Bucci -. Mentre per rassodare, sono suggeriti prodotti a base di proteine. Questi ultimi intervengono nella fase finale del dimagrimento, quando è necessario evitare che la pelle perda di tonicità a causa dell’abbassamento del peso. Ma servono anche in altre situazioni: vengono per esempio consigliati ai vegetariani che non mangiando carne tendono a dimagrire nella massa magra e non in quella grassa a discapito della tonicità. Da questo excursus, risulta chiaro che il mondo dei prodotti per il controllo del peso è davvero vasto e, fino ad oggi, non è stato molto standardizzato. Nonostante l’assenza di particolari regolamentazioni, gli attivi e i singoli ingredienti sono oggetto di studi specifici, così da potere intercettare quelli più utili per le diverse problematiche”.

 

TIPO ANDROIDE O GINOIDE

La misurazione della circonferenza della vita a livello dell’ombelico è il metodo per individuare l’indice di deposito dell’adipe (rapporto vita-fianchi): un basso valore vuol dire magrezza e il contrario significa la presenza di una parte adiposa importante. Quando il grasso si concentra sull’addome – ciò accade soprattutto negli uomini – si parla di tipo ‘androide’ (dal greco andròs, uomo); tale conformazione è detta anche ‘a mela’.  Più frequente nelle donne è invece il tipo di fisico ‘ginoide’ (dal greco gynè, donna), definito anche ‘a pera’, per la localizzazione del grasso non sull’addome ma più in basso, sui fianchi, sui glutei e sulle cosce. Con la menopausa, a causa della diminuita azione protettrice degli estrogeni, le differenze si attenuano e anche nella donna si assiste a una localizzazione del tessuto adiposo in corrispondenza della vita, che ha come conseguenza l’accentuarsi del rischio di malattie cardiovascolari.

 

(Di Simona Carletti, Nts Beauty)

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